Cittadinanza italiana? La butto nel cesso…

… e tiro la catena.

Non mi sento e non mi voglio sentire italiano in un’Italia come quella che appare nell’espressione di una classe politica vergognosa.

Di fronte ad una crisi gravissima con la disoccupazione che dilaga e la povertà (come altro si potrebbe chiamare lo stato di tante famiglie che non arrivano a fine mese?) che si allarga a macchia d’olio, che fa la nostra classe politica?

Discute di se stessa con baruffette, scherni e piagnistei degni di una asilo. Maggioranza ed opposizione non si troveranno mai ad affrontare responsabilmente le questioni essenziali, ma in modo del tutto bipartizan, gareggiano per lo sberleffo più divertente.

Vergognatevi! Avete le tasche piene e per questo vi permettete di giocare alle spalle e sulle spalle di chi vi paga. Già, non vi sfugga mai che chi vi paga non sono gli imprenditori che vi danno le tangenti, che vi regalano appartamenti o barche. Ma siamo noi, comuni cittadini, a mettere la pelle su cui vi state divertendo.

Alla maggioranza auguro di affogarsi nei liquami della fogna in cui ha trasformato le istituzioni e che grazie ad operazioni populiste di bassissima lega, sostenute da imponenti operazioni mediatiche, naturalmente fatte con soldi pubblici, continuano a consentirvi di governare. Ma, non confidate troppo sul futuro, state solo galleggiando su quei liquami in attesa che i coprofagi vi trasformino in utile humus. Fate parte dell’ineluttabile processo di trasformazione degli scarti organici.

All’opposizione non auguro nulla, non essendo necessario. Si è auto disattivata, disgregata ed annichilita nella ricerca di poter vincere delle elezioni cercando, ma senza saperlo fare, un dannoso consenso dai sondaggi. E se invece di sconfiggere gli avversari, provaste ad assumere un’identità? Non unitaria, tutt’altro. Un pluralismo di idee ed ideali nei quali i cittadini si possano finalmente riconoscere. Significherà perdere le elezioni per i prossimi vent’anni? Può darsi, ma meglio perdere con dignità, restando onestamente fedeli alle proprie idee, che vendersi per una poltrona.

Andate tutti a farvi riciclare!

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