{"id":711,"date":"2012-03-27T23:15:19","date_gmt":"2012-03-27T22:15:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jaconet.org\/?p=711"},"modified":"2012-04-10T11:24:00","modified_gmt":"2012-04-10T10:24:00","slug":"lacita-o-ateismo-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lemie5lire.com\/?p=711","title":{"rendered":"Laicit\u00e0 o ateismo sociale?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In natura le cose non hanno mai un perch\u00e9, nel senso che non accadono con uno scopo (futuro) ma in seguito ad una causa (passata). Non c&#8217;\u00e8, in sostanza, alcun progetto. Siamo noi, esseri umani, a vedere nella progressione di cause-effetti a vedere uno scopo finale. Nella realt\u00e0 dei fatti, uno stato potr\u00e0 sempre mutare in diversi altri, quale dei quali si realizzer\u00e0 dipende da un insieme di fattori anche (se non soprattutto) esterni alla sequenza che ha determinato la condizione attuale.<br \/>\nE&#8217; la parte razionale umana che ha necessit\u00e0 di vedere le relazioni causa-effetto proiettate anche nel futuro. Questa caratteristica di razionalit\u00e0, apparentemente logica, fa si che la si consideri una necessit\u00e0 generale, anzi, universale.<br \/>\nDa ci\u00f2 derivano conseguenza piuttosto importanti, quali, ad esempio, l&#8217;esistenza di dio. Di un essenza che sia il motore delle cause-effetti e che, in quanto senziente, ne sia anche il progettista. Le conseguenze sono molto pesanti, poich\u00e9 consentono di giustificare anche le peggiori nefandezze poich\u00e9 pur disgiunte completamente da ogni istinto, sono riconducibili ad una volont\u00e0 superiore che, per quanto artefatta, appare razionalmente plausibile.<br \/>\nL&#8217;ammissione d&#8217;esistenza di una &#8220;progettualit\u00e0&#8221;, produce anche altre significative conseguenza.<br \/>\nTanto per citarne una, la costituzione di classi che si collocano in una serie ordinata in funzione di quanto possano essere considerate vicine o lontane dal progetto scelto come riferimento. Da ci\u00f2 si pu\u00f2 giungere a giustificare l&#8217;esistenza di ceti sociali ed a stabilire che gli esseri umani non siano tutti uguali. Basta, in effetti, definire di volta in volta il metro opportuno.<br \/>\nDa un punto di vista etico, ci\u00f2 non ha alcun senso potendo applicare gli stessi principi etici su ciascuna di queste classi. Da un punto di vista sociale, intendendo con questo termine relazioni tra individui il cui scopo &#8220;biologico&#8221; \u00e8 la sopravvivenza della &#8220;specie&#8221;, ancora meno. Una classificazione di tipo sociale ha per sua natura lo scopo di farne vincere una, posta a priori in cima alla graduatoria. E&#8217; evidente che questo scopo \u00e8 decisamente in contrasto con la conservazione di una specie che essendo troppo omogenea avrebbe poche possibilit\u00e0 di adattarsi a situazioni ambientali sfavorevoli.<br \/>\nNegli animali, quando esiste una classificazione gerarchica, questa \u00e8 determinata da fattori naturali esterni e non da un progetto precostituito, per questa ragione le due non possono essere confrontate.<br \/>\nSocialmente, rimosso l&#8217;artefatto delle classi, diventa necessario rimuovere anche le classi stesse. Riuscire in questo intento richiede che venga superato l&#8217;assioma di progettualit\u00e0, insomma che ci si liberi di qualunque teologia. Finch\u00e9 si ammette l&#8217;esistenza di un dio, se ne ricaver\u00e0 sempre come conseguenza una divisione in classi. Questa rimozione non pu\u00f2 che avvenire dal basso (nel senso senso gerarchico delle classi) poich\u00e9 solo la classe al pi\u00f9 basso livello dei rapporti sociali non ha interessi nel mantenere la struttura gerarchica, non derivandone da essa benefici e, di conseguenza, non ha alcuna necessit\u00e0 di sostenere l&#8217;esistenza di dio.<br \/>\nLa laicit\u00e0 di una societ\u00e0 non \u00e8 sufficiente a garantire una stabile eliminazione delle classi, poich\u00e9 contiene in s\u00e9 la causa del suo fallimento.<\/p>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-bottom-right\"><a href=\"https:\/\/www.lemie5lire.com\/index.php?rest_route=wpv2posts711&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.lemie5lire.com\/index.php?rest_route=wpv2posts711&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lemie5lire.com\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In natura le cose non hanno mai un perch\u00e9, nel senso che non accadono con uno scopo (futuro) ma in seguito ad una causa (passata). 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