{"id":272,"date":"2009-09-03T21:19:03","date_gmt":"2009-09-03T20:19:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jaconet.org\/?page_id=272"},"modified":"2024-10-06T15:46:30","modified_gmt":"2024-10-06T14:46:30","slug":"rapita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lemie5lire.com\/?page_id=272","title":{"rendered":"Rapita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a id='wpaudio-6a52a3b88b1bf' class='wpaudio' href='https:\/\/www.lemie5lire.com\/wp-content\/2009\/09\/coraesp.mp3'>Santana - Corazon espinado<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">El Morro era un uomo alto e robusto che il sole in tanti anni di navigazione aveva firmato con evidenti rughe che attraversando il volto incorniciavano due occhi neri, profondi come il mare di notte, quel mare che tanta parte della sua vita aveva ed avrebbe ancora avuto. Indossava abiti semplici che poco avevano a che fare con quelli che l&#8217;immaginazione faceva appartenenti ad un pirata, terrore dei mari. Sul capo una bandana a nascondere quello che quasi cinquanta primavere avevano lasciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come il suo abbigliamento, cos\u00ec era anche la sua cabina: appariva semplice, quasi scarna. Un letto, un armadio e la scrivania, queste le poche suppellettili che vi trovavano posto. Sulla scrivania, un piano grezzo in tavole di faggio lungo poco meno di due metri e largo quasi uno, le cui scalfitture raccontavano di aspri combattimenti, trovava posto il mondo di El Morro: mappe, strumenti per la navigazione, il diario di bordo, attrezzi da scrittura, un bicchiere riempito a met\u00e0 di vino rosso, qualche attrezzo per pulire la pistola e una manciata di munizioni. Chiunque immagini un pirata, lo vede seduto su di una poltrona, quasi un trono, mezzo ubriaco, la testa reclinata da un lato, El Morro,al contrario, se ne stava seduto su una robusta sedia in legno, lo sguardo vigile seguiva la mano che tracciava la rotta lasciando trasparire la preoccupazione per il carico che trasportava. Un obl\u00f2 semi aperto consentiva di scorgere il mare di babordo mentre una finestra gli permetteva di tenere costantemente sotto controllo la coperta dell&#8217;imbarcazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella cabina accanto si trovava Anihsa, la donna che aveva rapito e che ora lo tormentava un poco. Donna a bordo porta sventura, questo si ripeteva all&#8217;infinito nella sua mente bench\u00e9 egli tentasse di tenere quel pensiero il pi\u00f9 lontano possibile. Poteva quasi sentire le voci e percepire gli sguardi dell&#8217;equipaggio che mal vedeva quella presenza a bordo. Ed ancora peggio sarebbe stato se avessero saputo la ragione di quel rapimento: non un riscatto ma la reazione ad una sfida che la donna gli aveva lanciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La donna, di poco pi\u00f9 giovane di lui, aveva uno sguardo fiero, determinato ed a tratti quasi canzonatorio. Non appariva per nulla intimidita dalla situazione nella quale era venuta a trovarsi. Nonostante gli abiti non sottolineassero la sua femminilit\u00e0, era affascinante ed intrigante. Gli occhi raccontavano i suoi sentimenti senza l&#8217;inganno di colori posticci, le labbra ispiravano languidi sussurri, il tutto in un volto dai lineamenti dolci racchiusi da morbide ciocche castane. Era stata rinchiusa nella cabina pi\u00f9 grande della nave, dopo quella del comandante, avendo fatto sloggiare il nostromo che, naturalmente, se l&#8217;era presa decisamente a male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trovava li da alcune ore e man mano che il tempo passava, udendo le voci della ciurma per nulla rassicuranti, cominciava a pensare che si era cacciata in una situazione fastidiosa e la conclusione le appariva tutt&#8217;altro che scontata. Immersa in questi pensieri non si accorse che l&#8217;attivit\u00e0 sul ponte si stava facendo via via pi\u00f9 frenetica. Fu la voce dei El Morro a riportarla alla realt\u00e0: &#8220;Ciurma, salpate l&#8217;ancora, issate le vele, rotta per i caraibi. Si torna a casa!&#8221;. A quel &#8220;Si torna a casa&#8221; corrispose l&#8217;urlo di gioia della ciurma seguito dall&#8217;attivit\u00e0 sincronizzata per l&#8217;armamento della nave. Gesti rapidi, svolti con la confidenza di chi ben conosce le manovre; in pochi minuti l&#8217;imbarcazione prese il largo sospinta dalla termica pomeridiana. Il sole era ancora abbastanza alto, ed il riverbero sullo onde disegnava immagini fluttuanti nella cabina passando attraverso l&#8217;obl\u00f2 dal quale si poteva scorgere, non senza qualche difficolt\u00e0, la terra ormai quasi completamente di poppa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;urlo dei marinai aveva scosso Anihsa che riacquist\u00f2 quel suo sguardo sicuro proprio quando El Morro buss\u00f2 alla sua porta. Lei non rispose. Il bussare sulla porta divenne deciso ed insistente cos\u00ec disse: &#8220;Se dicessi che non voglio vedere nessuno sarei ascoltata? No! Entra, quindi, pirata!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La porta si apr\u00ec ed il pirata entr\u00f2, dovendosi chinare. Senza tergiversare fiss\u00f2 la donna negli occhi e disse: &#8220;Questa nave non \u00e8 molto grande, il viaggio lungo e la ciurma prima o poi diventer\u00e0 nervosa. Io posso essere tuo amico o tuo nemico, dipende da te, ma ricorda che la tua speranza di superare indenne questo viaggio \u00e8 legata al fatto che io sia tuo amico. Spero di esser stato sufficientemente chiaro, perch\u00e9 questo non ho intenzione di ripeterlo.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutta risposta lei gli rivolse le spalle dirigendosi altera verso l&#8217;obl\u00f2. Era chiaro, quella donna amava il rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Sar\u00e0 il caso che ci presentiamo, cos\u00ec, almeno, quando dovr\u00f2 prendermela con te sapr\u00f2 come chiamarti. Allora, donna, qual&#8217;\u00e8 il tuo nome?&#8221;. Lei si volt\u00f2, lentamente e lo scrut\u00f2 da cima a piedi, poi lo fiss\u00f2 gelida negli occhi e disse: &#8220;Anihsa \u00e8 il mio nome&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Anihsa? Ah,ah,ah&#8221; sghignazz\u00f2 &#8220;che razza di nome \u00e8?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Il mio. Se non ti piace, chiamami c0me ti pare. E non \u00e8 detto che tu abbia risposte&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pirata espir\u00f2 lentamente e disse: &#8220;Va bene, va bene. Chiedo scusa. Ognuno porta un nome che gli \u00e8 stato dato per qualche motivo dai genitori o da chi lo circonda. Il mio, ad esempio \u00e8 &#8216;El Morro&#8217;. Mi \u00e8 stato dato da quella masnada di ubriaconi che \u00e8 la mia ciurma, quello che mi diede mia madre l&#8217;ho scordato. Ed ora, dimmi, da dove viene Anihsa?&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prigioniera assumendo una postura appena un po&#8217; meno rigida rispose: &#8220;E&#8217; una lunga storia, e per il momento non ho alcuna intenzione di raccontartela. Il fatto di avermi rapita non implica che tu possa disporre di me in qualche modo. Impara a chiedere &#8216;per favore&#8217; invece di pretendere le cose con cos\u00ec poco garbo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Bene, dunque non vuoi rinunciare al tuo atteggiamento. Come detto, il viaggio \u00e8 lungo ed avrai tempo di cambiarlo tuo malgrado e cos\u00ec ci sar\u00e0 anche il tempo perch\u00e9 tu mi racconti del tuo nome e molte altre cose. Fra un&#8217;ora si cena, nella mia cabina.&#8221; Ed aggiunse con non poco sarcasmo: &#8220;Spero non ti dispiaccia se il men\u00f9 sar\u00e0 fisso e non &#8216;a la carte&#8217;. Li, nell&#8217;armadio, ci sono degli abiti che ho fatto portare via dalla tua casa. Il bagno \u00e8 in fondo al corridoio. Nessuno \u00e8 autorizzato ad entrare in questa parte della mia nave, quindi sei al sicuro. Ma non ti consiglio di uscire dalla porta che da sul ponte, li sopra nemmeno io potrei difenderti con certezza. Sii puntuale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, usc\u00ec sbattendo la porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"La Cena\" href=\"https:\/\/www.lemie5lire.com\/?page_id=278\">Continua<\/a><\/p>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-page pdfprnt-bottom-right\"><a href=\"https:\/\/www.lemie5lire.com\/index.php?rest_route=wpv2pages272&print=pdf\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-pdf\" target=\"_blank\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.lemie5lire.com\/index.php?rest_route=wpv2pages272&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.lemie5lire.com\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>El Morro era un uomo alto e robusto che il sole in tanti anni di navigazione aveva firmato con evidenti rughe che attraversando il volto incorniciavano due occhi neri, profondi come il mare di notte, quel mare che tanta parte della sua vita aveva ed avrebbe ancora avuto. 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